"Ero straniero e mi avete accolto" (Mt 25,35)

Come previsto, dopo 18 mesi di impegno diretto delle Parrocchie di San Gaudenzo e San Raffaele, il 30 settembre 2017 ha termine il progetto "Parrocchia Accogliente", promosso da Caritas Diocesana, nell'ambito del quale Casa Betania, da marzo 2016, è divenuta un luogo di accoglienza per richiedenti asilo.

L'opera è stata resa possibile grazie alle Suore Francescane Missionarie di Cristo (S. Onofrio) che hanno messo a disposizione gratuitamente la struttura per questo periodo.

Vista l’esperienza positiva di questi 18 mesi, Caritas Diocesana ha deciso di proseguire direttamente le attività di accoglienza di richiedenti asilo a Casa Betania.

Restano importanti l'impegno e il coinvolgimento di volontari (fatevi avanti!!) per aiutare i ragazzi accolti ad inserirsi nel territorio riminese e nelle nostre comunità, per far loro sentire una vicinanza e una solidarietà umane in un cammino non privo di difficoltà.

Non è semplice tracciare un bilancio di questi 18 mesi: sono stati accolti, a rotazione, una ventina di ragazzi dai 19 ai 35 anni, che hanno trovato una casa accogliente in cui sperimentarsi in una dimensione di autonomia e in cui mettersi in gioco nelle relazioni interpersonali e nelle diverse attività di integrazione proposte.

Le nostre comunità li hanno potuti incontrare in diverse occasioni, dai giovedì dei giovani e dalle domeniche al Campo Don Pippo – dove tre di loro hanno svolto un tirocinio lavorativo - al carnevale interparrocchiale, dal torneo di calcetto a San Raffaele alle feste parrocchiali.

Molti parrocchiani si sono messi in gioco in prima persona, mettendo a frutto i loro talenti in varie attività, dalla semplice visita o invito a pranzo, alla lezione di italiano e storia, di matematica o di informatica, dall’insegnare a come usare gli elettrodomestici, al piantare insieme pomodori e insalata nell’orto, dall’impastare e cuocere la piadina romagnola, all’imparare il cous cous marocchino…. e tanto altro…

Se volessimo cercare il frutto più grande di quest'opera, tuttavia, dovremmo chiudere gli occhi, perché "l'essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che col cuore": l'accoglienza (offerta e ricevuta) ha prodotto in chi si è messo in gioco un cambiamento interiore che non si vede, ma che è seme di speranza per un domani migliore.

"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40).

Fabio C.

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