Parrocchia San Gaudenzo

FESPECAR

Cari Parrocchiani, Care Parrocchiane,
vi auguro in sereno e fecondo anno nuovo 2021.
Abbiamo appena terminato un anno "difficile", per la comunità parrocchiale, come per le famiglie e per ciascuno di noi.
Ricordo con speciale commozione coloro che hanno vissuto il dolore per la malattia, o per il disagio economico, o per la morte che ha visitato la loro casa; gli struggenti funerali sul nudo piazzale del cimitero con pochi familiari, o in chiesa, senza la salma.
Anche in questo anno "difficile", però, il Signore non ci ha mai abbandonato: ha condiviso con noi  e con i nostri cari il dolore e la stessa morte. Nelle celebrazioni del Natale abbiamo preso rinnovata coscienza che Dio si è fatto uomo, uno di noi, si è reso partecipe della nostra condizione umana, è entrato nel nostro tempo e nella nostra storia, per essere con noi in ogni momento, per essere il nostro Salvatore; così lo hanno annunciato gli angeli ai pastori: "Oggi è nato per voi un Salvatore".

 Nell'anno che è passato, la comunità parrocchiale non è morta; ha svolto con più fatica, ma forse anche con un maggiore dono di grazia, la sua missione.
Ha vissuto nel lock down una dura e prolungata "quaresima di penitenza"; unico gesto consentito: la Messa celebrata a porte chiuse e senza fedeli (la domenica in streaming) per ben 76 giorni! Nemmeno la solennità della Pasqua si è celebrata in presenza!
Ma poi ha potuto realizzare nell'estate il Grest (centro estivo) per i bambini e i ragazzi, e, con molta sobrietà, le domeniche d'estate al Campo don Pippo. Si è celebrata la Cresima e la Prima Comunione per 57 ragazzi. E' potuto riprendere il catechismo dell'iniziazione cristiana per i bambini delle scuole elementari. Si sono attivati, sia pure con fatica, i gruppi degli adolescenti, degli scout, dei giovani. La Caritas parrocchiale ha molto ampliato, per necessità di poveri vecchi e nuovi e per generosità di nuovi collaboratori, la sua attività.
E' soprattutto ripresa, con regolarità e con la dovuta prudenza, la celebrazione della Messa in presenza: la Messa è il culmine e la sorgente di tutta la vita della Chiesa.
Tutto questo, grazie al Signore che ha dato energia generosa, coraggio, disponibilità e creatività, a tanti parrocchiani, di ogni età, che ringrazio a nome personale e di tutta la Parrocchia: senza di loro la vita comunitaria non avrebbe potuto esprimersi.
Ed ora, ai primi inizi del nuovo anno, guardiamo al futuro. Sarà un anno, come si dice e si auspica, "di ripresa". Non sarà comunque un anno "facile". Ma - lo sappiamo bene - la vita della Chiesa (e del cristiano!) nella storia, non è mai stata facile! Abbiamo "speranza" perchè non cerchiamo successi umani, ma il "regno di Dio": "venga il tuo regno", diciamo nel Padre nostro. Speranza, perchè non siamo soli: il Signore è con noi, ci sostiene ed è la nostra forza. Per questo non temo di invitarvi tutti alla speranza.
La speranza non è una virtù inerte; è una virtù operosa. Lo studente, l'artigiano, il lavoratore, l'imprenditore, il professionista, il padre o la madre di famiglia, il giovane che pensa al futuro, che ha "speranza", non rimane inerte ad attendere che il suo sogno si realizzi da solo: ma si rimbocca le maniche, si dà da fare, ce la mette tutta per riuscire a realizzarlo.
Lo stesso, e di più, vale per il "regno di Dio"; lo speriamo e lo attendiamo come dono: "venga il tuo regno!". Ma il Signore ci chiama a cooperare con lui perchè il regno di Dio - il suo progetto di bene, di pace, di salvezza per tutti - si realizzi; ad alcuni dice "vi farò pescatori di uomini", a tutti dice "venite a lavorare nella mia vigna". La speranza, se si è sani, non la si vive stando sul divano.
Per realizzare questa speranza, per i nostri figli, per le nostre famiglie, per i nostri anziani, per la nostra comunità, occorre che tutti e ciascuno ci rendiamo disponibili. Vogliamo garantire il catechismo ai bambini, la formazione ai ragazzi e ai giovani, la vita liturgica a tutti; l'annuncio della Parola a tutti; uno spirito comunitario e fraterno, e la carità, a tutti.
Un grande cantiere è aperto: c'è posto per tutti!
Vi invito a non tirarvi indietro per via delle "difficoltà" di questo periodo della nostra storia. Un grande educatore, il fondatore degli scout, B.P. , diceva: "Non esiste il cattivo tempo; esiste un cattivo equipaggiamento". Nei tempi "difficili" dobbiamo attrezzarci di più e meglio, come persone, come famiglie e come comunità. E la prima risorsa per i tempi difficili è la disponibilità, il senso di responsabilità, la generosità. Penso al nostro beato Alberto Marvelli in tempo di guerra.
Preghiamo gli uni per gli altri.
Dio, sorgente e principio di ogni benedizione, effonda su di voi la sua grazia e vi doni per tutto l’anno vita e salute.
Buon anno 2021!
don Aldo

Benvenuto nella nostra Parrocchia